Nuovo Blog per EquiWatt!

EquiWatt alle prese con il trasloco del blog…

EquiWatt alle prese con il trasloco del blog…

Come già annunciato in un post sul vecchio blog, abbiamo deciso di affrontare una seria revisione critica riguardo la nostra presenza sul Web.

All’interno di questa piccola rivoluzione interna abbiamo deciso di abbandonare il blog ospitato da circa due anni su WordPress, migrando tutti i suoi contenuti all’interno del nostro sito principale.

Il nuovo indirizzo del nostro blog è quindi questo: blog.equiwatt.it.

Da oggi il racconto delle nostre attività continua qui, continuate a seguirci!

Ringraziamo di cuore , Web Designer, per aver curato il restyling del nostro sito-blog.

Energia & Elezioni 2013: un consulto tra intelligenti

Un consulto tra intelligenti

… volevamo fare un consulto fra intelligenti.

La campagna elettorale è ormai giunta a termine.

Nella torbidezza che l’ha contraddistinta, fatta di sterili proclami e accuse reciproche, ci siamo resi conto di non conoscere le effettive proposte dei diversi partiti. Abbiamo allora deciso di verificare se queste non esistano proprio o semplicemente non abbiano conquistato le prime pagine dei giornali: su internet è possibile trovare i programmi e farsi un’idea su quanto offerto dalle parti.

Ci siamo chiesti quale sarebbe potuto essere il nostro contributo al dibattito e su quali argomenti concentrare la nostra attenzione. Abbiamo quindi scelto di rimanere nella nostra zona di comfort, continuando a parlare di quello che, da addetti ai lavori e appassionati del tema, meglio conosciamo: il mondo dell’energia. In questo post, infatti, cercheremo di riassumere come l’argomento sia stato trattato nei programmi dei vari contendenti alla disputa elettorale, sperando di fornire un ulteriore strumento per rafforzare nel lettore intenzioni di voto – o non voto – preesistenti.

Non tutti i partiti in lizza dedicano una sezione del loro programma al tema energia, e non tutti lo fanno allo stesso livello di approfondimento: consigliamo al lettore di cliccare sui relativi link per leggere i testi integrali. La scelta dell’ordine di esposizione ci è sembrata quasi obbligata, dando priorità a chi ne ha parlato più profusamente.

(altro…)

Certificazione Energetica degli Edifici obbligatoria per Impianti Fotovoltaici

Come annunciato nel precedente post, dal 27 agosto 2012 è entrato in vigore il nuovo sistema incentivante per impianti fotovoltaci connessi in rete (il cosiddetto “Quinto Conto Energia”), il quale ha ridefinito tariffe e modalità di accesso alle agevolazioni.

Una delle più importanti novità è senza dubbio l’introduzione dell’obbligo di presentare l’Attestato di Certificazione Energetica dell’edificio dove sarà installato l’impianto di produzione di energia, anche qualora si tratti di potenziamento, al momento della richiesta di incentivazione. Il Decreto Ministeriale dello scorso luglio richiede infatti che gli impianti su edificio, con esclusione di immobili con coperture in eternit o fabbricati rurali, rientrino nella seguente casistica (art 7, comma 8):

“impianti fotovoltaici realizzati su un edificio, dotati di un attestato di certificazione energetica in corso di validità, redatto ai sensi della normativa regionale, oppure, in assenza, conformemente all’allegato A, Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, al DM 26 giugno 2009, utilizzando i metodi di calcolo di riferimento nazionale di cui ai paragrafi 5.1 e 5.2, punti 1 e 2, del predetto allegato A, comprendente anche l’indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell’edificio. Ai fini del presente decreto, non può essere utilizzata l’autodichiarazione del proprietario di cui al paragrafo 9 del medesimo allegato […]”

Per impianti che richiedono l’iscrizione al registro, la classe energetica è inoltre una discriminante per ottenere un buon posizionamento in graduatoria e accedere agli incentivi.

Il certificato viene trasmesso dal Soggetto responsabile dell’impianto incentivato al GSE attraverso la procedura telematica.

Se sei interessato a conoscere le nostre tarriffe per la redazione di un Attestato di Certificazione Energetica, contattaci attraverso i soliti canali.

L’altra faccia dell’energia. Aperitivo Scientifico

Domenica 15 luglio, alle ore 19:00 è in programma un nostro intervento presso Technotown (Via Lazzaro Spallanzani – 1/a, Roma) dal titolo “L’altra faccia dell’energia”. Questa è la sinossi della presentazione che terremo durante l’aperitivo scientifico:

Nella vita di tutti i giorni siamo abituati a considerare l’energia da un solo punto di vista, quello del consumatore… ma sappiamo veramente cosa c’è dietro? Ripercorrendo il cammino che l’energia compie fino ad arrivare nelle nostre case, scopriremo le conseguenze dello stile di vita contemporaneo. Questo è lo strumento migliore per immaginare insieme un nuovo scenario energetico, rispettoso dell’ambiente e che coniughi la riduzione dei consumi con l’utilizzo di risorse rinnovabili.

Ingresso 8 euro, prenotazione consigliata (max 80 persone). Per informazioni 060608

L’aperitivo è gentilmente offerto dalla Limonaia.

Annunci di vendita unità immobiliari? Obbligatoria la Certificazione Energetica

Il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili  (Decreto Rinnovabili) stabilisce che gli annunci immobiliari, attraverso qualsiasi mezzo d’informazione, dovranno indicare l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio (EPg) contenuto nell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE).

Nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 1° gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita riportano l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica”.

Tutti gli annunci economici e pubblicitari che verranno pubblicati su giornali e riviste (anche quelli gratuiti), su manifesti, volantini, cartelloni e striscioni di ogni genere, sui siti web o negli annunci radio e televisivi, dovranno quindi dichiarare l’indice di prestazione energetica (e non la classe energetica!) dell’edificio.

E’ dunque consigliabile provvedere alla redazione di un ACE per l’immobile o la porzione di immobile di cui si vuole promuovere o pubblicizzare la vendita o la locazione, le sanzioni per inadempienza sono infatti consistenti (si va da un minimo di 1000€ ad un massimo di 5000€ per ogni singolo annuncio).

Se sei interessato a ricevere un preventivo gratuito per la redazione di un ACE per il tuo immobile in vendita nel Lazio o in Abruzzo, visita la pagina contatti del nostro sito.

Certificazione Energetica Degli Edifici

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è un documento che stabilisce in maniera oggettiva il livello di consumo di un immobile, inserendolo in una apposita classe di appartenenza identificata da una lettera dell’alfabeto (più è bassa la lettera associata all’immobile, peggiori saranno le sue prestazioni nell’ambito dei consumi energetici).

Secondo la normativa vigente, l’ACE è un documento ufficiale di validità decennale che deve essere rilasciato da un soggetto accreditato (il certificatore energetico), e risulta obbligatorio per i seguenti casi:

  • Cessione a titolo oneroso di un edificio o di singole unità abitative dello stesso
  • Edifici o unità abitative di nuova costruzione
  • Ristrutturazione totale di edifici con una superficie utile maggiore di 1000 m2
  • Interventi di demolizione e ricostruzione di edifici
  • Ampliamenti di volume maggiori del 20%
  • Sgravi fiscali o incentivi

In sostanza l’Attestato di Certificazione Energetica è un documento fondamentale a corredo di ogni atto notarile di compravendita (dal 1º luglio 2009) o contratto di locazione (dal 1º luglio 2010), costituendo in alcuni casi parte della documentazione necessaria per ottenere sgravi fiscali, come ad esempio la detrazione del 55% sul reddito IRPEF.

EquiWatt s.n.c. è in grado di rilasciare certificati ACE in tempi brevi e a prezzi contenuti nella città di Roma e, in modalità da concordare con il cliente, nelle regioni Lazio e Abruzzo. La nostra società lavora in maniera diretta con i propri clienti senza alcun intermediario (es. portali Web dedicati o associazioni di settore), eliminando costi aggiuntivi o contatti laboriosi per l’ottenimento del certificato.

Come abbiamo già scritto, il sopralluogo presso l’edificio da certificare è obbligatorio per legge e un’analisi condotta in maniera frettolosa e approssimativa può fornire risultati non veritieri, ad esempio classificando l’edificio in una classe energetica inferiore. Certificati redatti in questo modo danneggiano in primis il cliente, tendendo spesso a sottostimare il valore dell’appartamento… diffidate delle offerte a prezzi stracciati!

Visita la nostra pagina dei contatti per richiedere un preventivo gratuito.

Prove tecniche di fotovoltaico stand-alone…

…presto ne vedrete delle belle, stay tuned!

MAD – Micro Anaerobic Digester

MAD (Micro Anaerobic Digester) è un impianto innovativo che consente di produrre energia in modo pulito ed efficiente a partire da scarti di origine agro-zootecnica (deiezioni animali, residui colturali, etc.), ideato con l’obiettivo di rendere la tecnologia del biogas accessibile ad una più ampia fascia di popolazione.

L’impianto progettato dalla EquiWatt s.n.c. consiste infatti in un digestore anaerobico innovativo sia per tecnologia (ridotti ingombri ed efficienza di conversione maggiore), che per taglia (potenza del modulo base 10 kW).

A differenza degli impianti biogas di taglia commerciale, il MAD è adatto ad essere ospitato in aziende agro-zootecniche di piccole-medie dimensioni (ad es. 30 ÷ 200 capi bovini adulti, la tipologia più diffusa nel centro-sud Italia), presentando i seguenti vantaggi:

  • Produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Un impianto di questo tipo è classificato come IAFR (impianto alimentato a fonte rinnovabile) è può accedere ad un regime incentivato di vendita dell’energia elettrica prodotta.

  • Integrazione al reddito e risparmio energetico. Il biogas prodotto dall’impianto MAD è convertito in calore ed energia elettrica, evitando il consumo di combustibili fossili e i relativi costi di approvvigionamento. L’energia termica generata in loco comporta un effettivo risparmio, contribuendo a soddisfare il fabbisogno interno dell’utenza o venendo ceduta ad attività produttive limitrofe (caseifici, lavorazione di prodotti alimentari, etc. ).

  • Produzione di ammendante di origine biologica. Il materiale organico in uscita dal processo può essere utilizzato come ammendante agricolo di alta qualità (compost) e di origine biologica, il cui impiego è alternativo a quello dei prodotti chimici che normalmente vengono utilizzati per questo scopo.

  • Creazione di valore aggiunto per i prodotti agricoli biologici. Le aziende agricole italiane ed i loro prodotti gastronomici rappresentano alcune delle più riconoscibili eccellenze del comparto produttivo italiano. L’integrazione di una tecnologia rispettosa dell’ambiente e bio-compatibile come quella del MAD in strutture di questo tipo aggiungerebbe un ulteriore spunto per la caratterizzazione e la valorizzazione dei prodotti e dei servizi offerti.

Il corretto inserimento di un impianto di questo tipo in un’azienda zootecnica posta in una zona vulnerabile, consentirebbe inoltre di rispettare i limiti imposti dalla Direttiva Nitrati (di questo argomento si è già parlato in un altro post), risparmiando sui costi necessari allo smaltimento dei reflui o evitanto, teoricamente, di dover pagare multe salate!

Allo stato attuale stiamo cercando fondi per costruire il nostro impianto pilota, per informazioni contattaci attraverso i soliti canali.

Un saluto dal nostro Garage!

Al minuto 19:16 dell’intervista al premier Monti ospite nella trasmissione Matrix del 1 Febbraio 2012* il nostro premier parla di noi:

…abbiamo creato la possibilità per i giovani di costituire la cosiddetta società semplificata a responsbilità limitata, purché non abbiano superato i 35 anni, che non ha bisogno, per essere costituita, nè di notaio nè di capitale minimo, esente da diritti di bollo, ecc…
e non è che magari siano moltissimi i billgates fra i giovani italiani ma qualcuno ci dev’essere, perchè non siamo più stupidi che nella silicon valley…
però nessuno in Italia poteva per ora nel proprio garage partire in modo audace, coraggioso con un’iniziativa imprenditoriale… questa cosa lo agevolerà.

Oh Mario, non è detto che chi parte da un garage per sviluppare una propria idea abbia come modello Bill Gates (tant’è che il tuo video neanche riusciamo a visualizzarlo dalle nostre macchine Linux).

Dal buio del nostro ufficio “ipogeo”, non crediamo siano sufficienti questi interventi ad incentivare il lavoro giovanile: l’ostacolo più grande per la riuscita di una qualsiasi “impresa” che operi in un settore innovativo (l’unica cosa che qualcuno della nostra generazione senza futuro può pensare di fare, visto che per il resto s’è magnata tutto la generazione dei nostri genitori) è l’accesso al credito.

Ci sentiamo quindi in dovere di far presente al premier che solo garantendo a interessi e garanzie accettabili prestiti per innovazione reale, si potrà incentivare realmente l’occupazione giovanile e la creazione di imprese innovative e realmente indipendenti dai soliti attori nel panorama economico italiano.

Per inciso, l’ultimo bando che in teoria si prefiggerebbe questo obiettivo ha come requisito per la partecipazione un bilancio di 3 anni di almeno 80.000 €/anno… conoscete qualche giovane impresa con questi requisiti?


* non riportiamo nessun link poiché per riprodurre questo contenuto multimediale viene richiesto un software proprietario, come del resto in tutti i portali delle principali TV italiane.

Commenti sulla Deroga alla Direttiva Nitrati

Dal punto di vista del pesci.

I nitrati sono dei composti formati da azoto e ossigeno.

Sono emessi dagli escrementi degli animali.

Quando questi vengono sparsi nei campi i nitrati filtrano in profondità, penetrano le falde acquifere e da queste finiscono nei corsi d’acqua.

Una volta giunti in mare, trattandosi di composti fertilizzanti, provocano una esplosione nella crescita delle alghe; quando queste muoiono si assiste ad una forte diminuzione dell’ossigeno disciolto causata dalla forte attività dei batteri che compiono i processi di putrefazione e fermentazione. Allora tutti gli altri organismi consumatori di ossigeno muoiono (i poveri pesci). Poi muoiono i batteri aerobici (che consumano ossigeno) e subentrano batteri anaerobici nei processi fermentativi: questi sviluppano sostanze tossiche a seguito del loro metabolismo e rendono l’ambiente acquatico in cui avviene il processo torbido, maleodorante ed inadatto ad ospitare qualsiasi forma di vita.

Il problema dell’eutrofizzazione è stato riconosciuto più di venti anni fa dalla Unione Europea che ha cercato di porre limite a questo fenomeno emanando la Direttiva Comunitaria 91/676/CEE (Direttiva Nitrati) nel 1991. Questa imponeva un limite alla quantità di azoto che era possibile spandere nel terreno: non più di 170 kg/ha nelle zone cosiddette vulnerabili.

L’Italia, sempre sensibile alla tutela del proprio territorio, l’ha recepita in fretta, solo 8 anni dopo (D.Lgs. 152 dell 11 maggio 1999).

Inoltre la solita Italia, con la solita sensibilità e lungimiranza, ha sempre fatto molto poco per far sì che questa legge venisse rispettata, cosicchè i principali inquinatori, anziché rispettarla e anzi, trasformare una difficoltà in opportunità (e noi di EquiWatt sapremmo bene come fare) hanno pensato di disinteressarsene.

Certo si correva il rischio di prendere qualche multa. Per fortuna ci ha pensato il ministro Romano: se fino a ieri il limite di azoto era 170 kg/ha, da oggi è passato a 250 kg/ha.

Sostiene il ministro di aver raggiunto “un risultato molto importante per la nostra zootecnia”; anzi, non si fermerà qui visto che “ci siamo mossi per avviare […] una rigorosa analisi scientifica […] propedeutica ad una auspicata revisione delle aree vulnerabili, la cui delimitazione oggi risulta particolarmente penalizzante per il comparto zootecnico”.

Bene. Ha racimolato il voto di qualcuno che negli ultimi 12 anni ha raggirato la legge. E poi, avrà pensato, c’è chi può andare al mare alle Maldive, agli altri spiegheremo che l’Italia che produce, che l’Italia del fare, non se ne faceva poi tanto dei poveri pesci che la abitavano.

Mah.

Io mi sento un povero pesce in un paese inadatto alla vita.

E mi sento asfissiato dalle mucillagini di questo modo di pensare che bada sempre a non cambiare lo status quo, che non vede mai una opportunità nel rispetto per l’ambiente e per gli altri in senso più ampio.

E questo modo di pensare è alimentato e fatto crescere a dismisura da questi provvedimenti e da questo modo di governare, cosi come le alghe vengono alimentate dai nitrati. E infine, a cosa vorremo paragonare chi queste leggi emette?

P.S.: Noi, una mezza idea di come fare a trasformare questo problema in opportunità ce l’avremmo. È da un anno che ricerchiamo finanziamenti per portare avanti le sperimentazioni. Vi terremo aggiornati.