Aggiornamento norme UNI TS 11300 e APE

Il 2 ottobre 2014 il CTI (Comitato Termotecnico Italiano) ha pubblicato la revisione 2014 delle UNI TS 11300-1 e 11300-2. A partire da questa data la redazione dell’APE è possibile solo in conformità alle suddette norme, il che implica che non è più possibile usare i software di calcolo perché nessuno di quelli esistenti ha il certificato di conformità alla normativa aggiornata.

Il risultato di questa situazione è che al momento si possono fare APE solo tramite procedura manuale, assumendosi la responsabilità di seguire la normativa vigente.

Per quanto riguarda la regione Lazio dal 10 ottobre non è più possibile inviare APE via PEC, si può solo consegnare a mano dove viene fatta una verifica formale e controllato che non si sono utilizzati software nel procedimento di calcolo.

Per approfondire la questione qui trovate il link alla news dal sito della Regione Lazio, mentre chi (come noi) usa MC4 per la redazione di APE può essere interessato a questa discussione sul loro forum.

Speriamo che tutto si risolva presto, vi terremo comunque aggiornati!

Il nostro pontile diventa un brevetto!

Pontile Ecologico ReversibileUn rapido aggiornamento per quanto riguarda una delle creazioni alle quali teniamo di più: PER il Pontile Ecologico Reversibile, vincitore del concorso internazionale di idee “Le energie rinnovabili per le Isole Minori e le Aree Marine Protette Italiane“, ed. 2013.

Abbiamo da poco consegnato domanda di brevetto (RM 2014 A 000255), con l’intenzione di tutelare la nostra idea e passare alle successive fasi di sviluppo.

Stiamo valutando possibili collaborazioni per l’industrializzazione e la commercializzazione del nostro PER. Siamo perciò disponibili a valutare eventuali proposte di aziende interessate… fatevi avanti, corpo di mille balene!

Per maggiori informazioni, torna a visitare la pagina aggiornata sul nostro sito, nella quale è possibile da oggi scaricare liberamente la relazione dettagliata del progetto e una presentazione in slides.

PMI ed energie rinnovabili: finanziamenti agevolati dalla regione Lazio

La regione Lazio ha emanato questa estate un bando per le piccole e medie imprese che, in forma singola o aggregata, desiderano effettuare interventi per aumentare l’efficienza energetica, produrre energia da fonti rinnovabili o ricorrere alla co-generazione simultanea di energia elettrica e calore.

Nell’ambito di questi interventi sono concessi finanziamenti a tasso agevolato (mutuo chirografario) per la copertura del 100% delle spese ammissibili.

Il finanziamento è composto da due parti:FV

  • 75% a tasso zero;
  • 25% a tasso ordinario;

Le spese ammissibili sono relative a :

  • Acquisto materiali, realizzazione di infrastrutture di rete, lavori a corpo, a misura e in economia;
  • Studi e progettazione, consulenza energetica (audit energetici, A.P.E., studi di fattibilità), direzione lavori, sicurezza;
  • Spese generali (fino al 10% dell’importo complessivo);

Gli importi ammissibili sono compresi tra un minimo di 100’000 € ed un massimo di 5’000’000 €.

C’è tempo fino al 30 giugno 2014, o fino all’esaurimento dei 50 milioni di euro messi a disposizione dalla regione.

Qui è possibile scaricare il bando, mentre da qui si può accedere alla nostra pagina contatti per qualsiasi richiesta di informazione in merito  o richiedere le nostre prestazioni professionali.

regione

Conto termico: un incentivo per risparmio energetico e rinnovabili termiche

Recentemente, col decreto firmato il 28/12/2012 (Conto Termico) congiuntamente dai Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, è stato introdotto un radicale cambiamento nell’incentivazione di soluzioni orientate al risparmio di energia termica in tutte le sue forme.

Finora infatti, mentre la produzione di energia elettrica fotovoltaica godeva di corposi contributi (Conto Energia), la produzione o il risparmio di energia termica si avvalevano solo del rimborso del 55% della spesa sostenuta; questo però avveniva con modalità tali da non rendere particolarmente appetibile il ricorso a questa forma di incentivo: il rimborso infatti era nella forma di una detrazione IRPEF, per di più dilazionata su un ampio periodo (10 anni).

Il nuovo Conto Termico stanzia 900 milioni di euro annui per gli incentivi: 700 milioni per i privati e 200 per le pubbliche amministrazioni.

Le sovvenzioni andranno a coprire fino al 40% delle spese sostenute per l’impianto. L’importo sarà suddiviso in rate annuali (con durata di 2 o 5 anni, a seconda del tipo di intervento), versate direttamente sul conto del proprietario dell’impianto dal GSE(Gestore Servizi Energetici).

I destinatari dell’incentivo sono specificatamente i piccoli interventi: per ogni categoria tecnologica c’è infatti un tetto massimo all’incentivo che esclude investimenti di tipo speculativo (che hanno invece contraddistinto l’accesso al Conto Energia fotovoltaico).

Gli interventi di incremento dell’efficienza energetica incentivabili per le Amministrazioni Pubbliche riguardano i seguenti interventi (tra parentesi la durata dell’incentivo, che è in rate annuali costanti):

  • Isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato (5 anni);
  • Sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato (5 anni);
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione (5 anni);
  • Installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti (5 anni).

(altro…)

Il fotovoltaico è ancora conveniente?

Il 12 Luglio è stato raggiunto il tetto di 6 miliardi che segna la fine del Quarto Conto Energia e l’inizio del nuovo sistema di incentivazione. Nel rispetto dei tempi tecnici, la decorrenza del nuovo sistema incentivante chiamato Quinto Conto Energia è stata fissata per il giorno 27 agosto.

Gli impianti di potenza non superiore a 12 kW* accedono direttamente alle tariffe incentivanti, per impianti di potenza maggiore è invece necessaria l’iscrizione in appositi registri in modo da rientrare nei limiti massimi di costo indicativo cumulato annuo (140 milioni di euro per il primo registro, 120 milioni di euro per il secondo e 80 milioni per quelli successivi).

Il Quinto Conto Energia prevede due voci incentivanti che valorizzano per vent’anni sia l’energia prodotta e riversata in rete – tariffa omnicomprensiva, determinata sulla base della potenza e della tipologia di impianto individuata – che l’energia prodotta e autoconsumata – tariffa premio per la quota di produzione netta consumata in sito.

Queste voci vengono poi incrementate nel caso di impianti realizzati con componenti prodotte all’interno di un paese membro dell’Unione Europea (20 €/MWh se l’impianto entra in esercizio entro il 31 dicembre 2013) o per impianti che sostituiscono integralmente coperture in eternit o amianto.

Prendiamo il classico esempio relativo ad un’utenza domestica del centro Italia che dispone di un’adeguata copertura esposta alla radiazione solare (tetto a falda, piano, etc…).

Un impianto fotovoltaico da 3 kW di picco installato a Roma può ambire a produrre almeno 4’000 kWh all’anno: questa energia rappresenta grosso modo il fabbisogno di una famiglia di 4 persone, la cui spesa annua per la bolletta elettrica si attesta mediamente, ai prezzi attuali, a circa 800 € all’anno.

Pur essendo l’energia prodotta dall’impianto e il fabbisogno dell’utenza sostanzialmente uguali, essi non sono contemporanei (si pensi, ad esempio, ai consumi notturni per l’illuminazione degli ambienti): a seconda dello stile di vita e delle abitudini dell’utenza solo il 50 – 80% dell’energia prodotta viene autoconsumata, il resto viene immesso nella rete elettrica e da essa prelevata all’evenienza.

I benefici imputabili all’installazione di un impianto di questo tipo sono molteplici:

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) corrisponde 0,208 € (se si installa l’impianto entro il primo semestre dall’applicazione del Quinto Conto Energia) per ogni chilowattora prodotto. Nel nostro caso l’incentivo si traduce in un importo di circa 416 € all’anno.

Non è finita qui! Nel nostro esempio l’utenza è in grado di autoprodurre metà del proprio fabbisogno elettrico, riducendo la spesa in bolletta a circa 400 € all’anno.

Non solo… grazie al premio per la quota di produzione netta consumata in sito, tutta l’energia prodotta che è stata consumata istantaneamente e che quindi non viene immessa in rete, verrà valorizzata per 0,126 € al chilowattora. Questo comporta un ulteriore ricavo annuo pari a 252 €.

A tutto ciò occorre aggiungere, qualora si sia optato per moduli prodotti all’interno dell’Unione Europea, circa 80 € l’anno come incremento delle due tariffe incentivanti.

Riassumendo, l’aver optato per il fotovoltaico dà diritto nel nostro caso ad un incentivo annuo di 748 € più il dimezzamento delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica, per un ricavo complessivo di 1’148 € all’anno, circa 23’000 € per i primi vent’anni di funzionamento dell’impianto.

A conti fatti l’incentivo previsto dal Quinto Conto Energia risulta sicuramente inferiore rispetto al precedente regime incentivante. Se a questo discorso si associa però una tendenza di lungo periodo alla riduzione dei costi di moduli fotovoltaici e inverter, stimolata proprio dalla riduzione degli incentivi statali, la redditività di un piccolo impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione risulta pressoché intatta.

Con i prezzi del servizio “chiavi in mano” offerto da EquiWatt e la certezza dell’ottenimento dell’incentivo statale, è garantito un tempo di ritorno di 6 – 7 anni sull’investimento sostenuto per l’installazione di un campo fotovoltaico di piccola taglia.

Se sei interessato a valutare la redditività di un impianto sul tuo tetto e ricevere un preventivo gratuito puoi contattarci attraverso i soliti canali e richiedere un sopralluogo.


* questo limite sale a 50 kW se i moduli sostituiscono coperture di eternit o amianto, le quali vengono completamente rimosse contestualmente all’installazione.

L’altra faccia dell’energia. Aperitivo Scientifico

Domenica 15 luglio, alle ore 19:00 è in programma un nostro intervento presso Technotown (Via Lazzaro Spallanzani – 1/a, Roma) dal titolo “L’altra faccia dell’energia”. Questa è la sinossi della presentazione che terremo durante l’aperitivo scientifico:

Nella vita di tutti i giorni siamo abituati a considerare l’energia da un solo punto di vista, quello del consumatore… ma sappiamo veramente cosa c’è dietro? Ripercorrendo il cammino che l’energia compie fino ad arrivare nelle nostre case, scopriremo le conseguenze dello stile di vita contemporaneo. Questo è lo strumento migliore per immaginare insieme un nuovo scenario energetico, rispettoso dell’ambiente e che coniughi la riduzione dei consumi con l’utilizzo di risorse rinnovabili.

Ingresso 8 euro, prenotazione consigliata (max 80 persone). Per informazioni 060608

L’aperitivo è gentilmente offerto dalla Limonaia.

Certificazione Energetica Degli Edifici

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è un documento che stabilisce in maniera oggettiva il livello di consumo di un immobile, inserendolo in una apposita classe di appartenenza identificata da una lettera dell’alfabeto (più è bassa la lettera associata all’immobile, peggiori saranno le sue prestazioni nell’ambito dei consumi energetici).

Secondo la normativa vigente, l’ACE è un documento ufficiale di validità decennale che deve essere rilasciato da un soggetto accreditato (il certificatore energetico), e risulta obbligatorio per i seguenti casi:

  • Cessione a titolo oneroso di un edificio o di singole unità abitative dello stesso
  • Edifici o unità abitative di nuova costruzione
  • Ristrutturazione totale di edifici con una superficie utile maggiore di 1000 m2
  • Interventi di demolizione e ricostruzione di edifici
  • Ampliamenti di volume maggiori del 20%
  • Sgravi fiscali o incentivi

In sostanza l’Attestato di Certificazione Energetica è un documento fondamentale a corredo di ogni atto notarile di compravendita (dal 1º luglio 2009) o contratto di locazione (dal 1º luglio 2010), costituendo in alcuni casi parte della documentazione necessaria per ottenere sgravi fiscali, come ad esempio la detrazione del 55% sul reddito IRPEF.

EquiWatt s.n.c. è in grado di rilasciare certificati ACE in tempi brevi e a prezzi contenuti nella città di Roma e, in modalità da concordare con il cliente, nelle regioni Lazio e Abruzzo. La nostra società lavora in maniera diretta con i propri clienti senza alcun intermediario (es. portali Web dedicati o associazioni di settore), eliminando costi aggiuntivi o contatti laboriosi per l’ottenimento del certificato.

Come abbiamo già scritto, il sopralluogo presso l’edificio da certificare è obbligatorio per legge e un’analisi condotta in maniera frettolosa e approssimativa può fornire risultati non veritieri, ad esempio classificando l’edificio in una classe energetica inferiore. Certificati redatti in questo modo danneggiano in primis il cliente, tendendo spesso a sottostimare il valore dell’appartamento… diffidate delle offerte a prezzi stracciati!

Visita la nostra pagina dei contatti per richiedere un preventivo gratuito.

Un saluto dal nostro Garage!

Al minuto 19:16 dell’intervista al premier Monti ospite nella trasmissione Matrix del 1 Febbraio 2012* il nostro premier parla di noi:

…abbiamo creato la possibilità per i giovani di costituire la cosiddetta società semplificata a responsbilità limitata, purché non abbiano superato i 35 anni, che non ha bisogno, per essere costituita, nè di notaio nè di capitale minimo, esente da diritti di bollo, ecc…
e non è che magari siano moltissimi i billgates fra i giovani italiani ma qualcuno ci dev’essere, perchè non siamo più stupidi che nella silicon valley…
però nessuno in Italia poteva per ora nel proprio garage partire in modo audace, coraggioso con un’iniziativa imprenditoriale… questa cosa lo agevolerà.

Oh Mario, non è detto che chi parte da un garage per sviluppare una propria idea abbia come modello Bill Gates (tant’è che il tuo video neanche riusciamo a visualizzarlo dalle nostre macchine Linux).

Dal buio del nostro ufficio “ipogeo”, non crediamo siano sufficienti questi interventi ad incentivare il lavoro giovanile: l’ostacolo più grande per la riuscita di una qualsiasi “impresa” che operi in un settore innovativo (l’unica cosa che qualcuno della nostra generazione senza futuro può pensare di fare, visto che per il resto s’è magnata tutto la generazione dei nostri genitori) è l’accesso al credito.

Ci sentiamo quindi in dovere di far presente al premier che solo garantendo a interessi e garanzie accettabili prestiti per innovazione reale, si potrà incentivare realmente l’occupazione giovanile e la creazione di imprese innovative e realmente indipendenti dai soliti attori nel panorama economico italiano.

Per inciso, l’ultimo bando che in teoria si prefiggerebbe questo obiettivo ha come requisito per la partecipazione un bilancio di 3 anni di almeno 80.000 €/anno… conoscete qualche giovane impresa con questi requisiti?


* non riportiamo nessun link poiché per riprodurre questo contenuto multimediale viene richiesto un software proprietario, come del resto in tutti i portali delle principali TV italiane.

Quanto rende un impianto fotovoltaico?

Attenzione: questo articolo si riferisce al vecchio sistema incentivante “Quarto Conto Energia”, non più in vigore dal 12 Luglio 2012. Per informazioni aggiornate fate riferimento a questo post.

Questa è la domanda ricorrente che ci viene posta ogni volta che qualcuno scopre qual’è il nostro lavoro o di che cosa ci occupiamo. Nessun dubbio sull’effettiva sostenibilità ambientale del fotovoltaico o sulle molteplici criticità legate all’installazione di grossi impianti a terra (ai quali, ci piace ricordarlo, noi siamo fortemente contrari)… quanto rende, si vuol sapere. In quest’articolo proviamo a dare una risposta un attimo più elaborata del classico dipende con il quale liquidiamo questo tipo di discorsi.

Ogni impianto ed ogni utenza hanno caratteristiche differenti ed è difficile generalizzare. Per fornire qualche dato in questo articolo verrà presa come esempio un’utenza domestica del centro Italia che disponga di un’adeguata copertura esposta alla radiazione solare (tetto a falda, piano, etc…).

Un impianto fotovoltaico da 3 kW di picco installato a Roma può ambire a produrre almeno 4’000 kWh all’anno: questa energia rappresenta grosso modo il fabbisogno di una famiglia di 4 persone, la cui spesa annua per la bolletta elettrica si attesta mediamente, ai prezzi attuali, a circa 800 € all’anno.

Pur essendo l’energia prodotta dall’impianto e il fabbisogno dell’utenza sostanzialmente uguali, essi non sono contemporanei (si pensi, ad esempio, ai consumi notturni per l’illuminazione degli ambienti): a seconda dello stile di vita e delle abitudini dell’utenza solo il 50 – 80% dell’energia prodotta viene autoconsumata, il resto viene immesso nella rete elettrica e da essa prelevata all’evenienza.

Siamo ora in grado di rispondere alla domanda “Quanto rende un impianto fotovoltaico?”.

I benefici imputabili all’installazione di un impianto di questo tipo sono molteplici:

Grazie al decreto Quarto Conto Energia, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) corrisponde 0,274 € (se si installa l’impianto entro giugno 2012, altrimenti 0,252 € se lo si installa entro dicembre 2012) per ogni chilowattora prodotto. Nel nostro caso l’incentivo si traduce in un importo di circa 1’100 € all’anno, pagato bimestralmente in base all’effettiva produzione dell’impianto letta sul contatore “conto energia” e assicurato per vent’anni.

Non è finita qui! Nel nostro esempio l’utenza è in grado di autoprodurre metà del proprio fabbisogno elettrico, riducendo la spesa in bolletta a circa 400 € all’anno.

Non solo… grazie al contratto di scambio sul posto con il GSE, tutta l’energia prodotta dall’impianto che non è stata consumata istantaneamente e che quindi è stata immessa in rete (letta attraverso il contatore “scambio sul posto”), verrà pagata a prezzi di consumo. Questo comporta quindi un rimborso integrale della bolletta che è stata pagata durante l’anno a Enel o al distributore di zona (cioè le rimanenti 400 € all’anno).

Riassumendo, l’aver optato per il fotovoltaico dà diritto nel nostro caso ad un incentivo annuo di 1’100 € più l’annullamento delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica, per un ricavo complessivo di 1’900 € all’anno, circa 38’000 € per i primi vent’anni di funzionamento dell’impianto.

Con i prezzi del servizio “chiavi in mano” offerto da EquiWatt e la certezza dell’ottenimento dell’incentivo statale e del contratto di scambio sul posto, è garantito un tempo di ritorno di 5 – 6 anni sull’investimento sostenuto per l’installazione di un campo fotovoltaico di piccola taglia. Se sei interessato a valutare la redditività di un impianto sul tuo tetto puoi contattarci attraverso i soliti canali e richiedere un sopralluogo.

Rende, rende… avevate qualche dubbio in merito? Abbiamo iniziato col più semplice dei post, speriamo di trovare a breve il tempo per scriverne uno sullo scempio dovuto ai grandi impianti fotovoltaici installati a terra. Ci si sente!

Il nostro primo post!

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